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Condizionamento

scelta 1: Scegliere quale forma di energia

Il comune split rientra negli usi elettrici obbligati. Significa che può funzionare solo con l'elettricità. Non significa che non esistano altre fonti di energia che rispondono al bisogno di condizionamento o di raffrescamento. Tecnicamente per condizionamento si intende la regolazione di temperatura e umidità (con apporto di aria esterna), per raffrescamento la sola diminuzione della temperatura.
Molti di quelli che nel linguaggio comune vengono chiamati condizionatori in realtà permettono di regolare solo la temperatura; provocano anche una diminuzione dell'umidità, ma non consentono di predeterminarla.

La prima fonte di raffrescamento è il cosiddetto "raffrescamento passivo", che comprende tutte le tecniche che permettono di raffrescare un ambiente senza consumare energia: a partire dai trucchi dei nostri nonni, che riparavano le loro case dal caldo con grossi muri perimetrali, chiudendo le imposte di giorno e arieggiando la sera, fino ad arrivare a soluzioni architettoniche più complesse.
Fino a pochi anni fa nessuno aveva il condizionatore, oggi sta diventando un bisogno irrinunciabile.
I picchi della temperatura estiva stanno progressivamente aumentando, ma forse la diffusione in massa dei condizionatori split non è la risposta corretta: consumare più energia elettrica significa bruciare più combustibile, aumentando l'effetto serra, maggior responsabile dell'innalzamento della temperatura.
E nel frattempo sorgono grandiosi grattacieli di vetro: enormi serre che necessitano di potenti condizionatori.

D'estate chi può conserva gli alimenti al fresco della cantina.
Il fresco del sottosuolo si può sfruttare anche per raffrescare la propria abitazione: basta installare una pompa da calore reversibile. D'inverno darà anche un notevole contributo al riscaldamento.

Sembra un controsenso, ma esistono macchine, chiamate "ad assorbimento", in grado di produrre freddo dal caldo. E il caldo può essere prodotto con pannelli solari.

scelta 2: Scegliere quale condizionatore

Se si opta per il "condizionatore", la cosa migliore è far progettare un impianto di raffrescamento efficiente ed efficace da un tecnico: si potrà programmare il fresco dove e quando serve, proprio come il caldo d'inverno.
Molti preferiscono lo split, o peggio i condizionatori portatili, ancora meno efficienti.
In questo caso neanche l'efficienza energetica ci può venire molto in aiuto. Volendo comprare uno split è ovviamente meglio scegliere il più efficiente. Ma in un mercato ancora in via d'espansione produrre una macchina che consuma meno significa favorirne la maggiore diffusione. Quindi l'effetto globale è un aumento dei consumi.

scelta 3: Scegliere come usare ciò che consuma energia

La regola d'oro in questo caso è il buon senso.
Non vogliamo demonizzare l'uso del condizionatore, in molti casi è davvero una manna, ad esempio per gli anziani.
Non bisogna però pretendere di avere 20°C in casa d'estate: non è salutare, nè economico, nè ecologico; quando la temperatura esterna raggiunge i 30°C, già 25-26°C danno una sensazione di sollievo.



 
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