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Riscaldamento

scelta 1: Scegliere quale forma di energia

Riscaldare con dispositivi elettrici è una soluzione poco ecologica e costosa; vale solo in condizioni di emergenza o saltuarietà. Anche gasolio, petrolio, cherosene, GPL sono ormai superati dal gas naturale, dove arriva la rete di distribuzione. Ma oltre al metano ci sono alternative interessanti.

Il solare termico è una tecnologia matura, che porta sensibili risparmi e aiuta l'ambiente; vi sono pannelli (collettori) solari integrabili con l'impianto di riscaldamento, in particolare quelli a tubi sottovuoto, che funzionano anche quando la temperatura esterna è rigida.

Molto interessante per le piccole utenze è anche l'utilizzo della legna dove disponibile, o dei pellets. Questi combustibili vengono dall'albero e sono ecologici perchè bruciando emettono tanta CO2 nell'atmosfera quanta l'albero ne ha assorbita vivendo; tecnicamente si chiamano biomasse.

scelta 2: Scegliere quale caldaia

Una volta scelta la fonte di energia con cui riscaldare la propria abitazione, la caldaia da utilizzare va scelta in base al rendimento. Le caldaie a gas hanno una sorta di etichettatura energetica a stelle, che va da 1 stella (*) per le meno efficienti a 4 stelle (****) per le migliori.

Le caldaie più diffuse risalgono alla precedente generazione e rendono in calore circa l'80% dell'energia che bruciano, il resto se ne va per la canna fumaria.

Le migliori caldaie in commercio sono quelle a condensazione. Questa tecnologia sfrutta, oltre al calore generato dalla combustione, anche gran parte di quello contenuto nei fumi di scarico. Il risultato supera il 100% di rendimento, arrivando al 105 e a volte anche al 110%! Naturalmente non vuol dire che si ottiene più calore di quello che si brucia (magari!), significa che si supera abbondantemente il massimo teorico calcolato per le precedenti caldaie in cui i fumi non erano condensati.

Le moderne caldaie a biomassa raggiungono rendimenti dell'85%, e sono programmabili e automatiche come quelle a metano.I caminetti di vecchia generazione sono piacevoli e caratteristici, ma hanno rendimenti molto bassi, circa del 20%: a parità di calore prodotto, bruciano una quantità di legna 4 volte superiore a quella delle caldaie.

L'impianto di riscaldamento rende di più se riesce a scaldare la casa tenendo i caloriferi ad una temperatura non troppo alta. Tecnicamente si dice che gli impianti di riscaldamento sono tanto più efficienti quanto minore è la differenza tra la temperatura desiderata e la temperatura del fluido riscaldante.

L'impianto che meglio realizza questa condizione è quello a pannelli radianti, a pavimento o a parete (temperatura del fluido di circa 30 gradi). Tali impianti sono particolarmente adatti all'integrazione coi collettori solari e sfruttano bene l'efficienza delle caldaie a condensazione.

Per chi vive in condominio

Gli impianti centralizzati sono molto più efficienti delle caldaie autonome, che sono peraltro più pericolose.

Nei condomini l'autonomia si può realizzare con la contabilizzazione separata del calore, che responsabilizza gli utenti all'uso razionale dell'energia e permette a ciascuno di programmare la temperatura desiderata.

Anche la legge riconosce questa priorità: gli edifici nuovi e ristrutturati devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unita' immobiliare. Inoltre per decidere di cambiare il sistema di contabilizzazione è sufficiente il voto della maggioranza dei presenti all'assemblea condominiale in seconda convocazione e di quelli che possiedono la maggioranza dei millesimi.

Il risparmio sulla bolletta energetica rispetto all'impianto centralizzato è di circa il 20%.

scelta 3: Scegliere come usare ciò che consuma energia

Il costo di riscaldamento dipende da molti fattori, quali ad esempio la superficie della casa, l'isolamento delle pareti, la temperatura esterna e degli ambienti confinanti, l'insolazione, le caratteristiche termiche dei vetri.

In tutti i casi, però, è opportuno seguire queste regole d'oro:

  • tenere la temperatura della caldaia più bassa possibile; più i termosifoni sono estesi, minore è la temperatura necessaria al calorifero per scaldare l'abitazione

  • scaldare le diverse camere in modo diverso a seconda dell'uso

  • scaldare solo nelle ore in cui è necessario

  • scaldare la casa ad una temperatura salubre, cioè non superiore a 20°C (temperatura massima stabilita nel DPR 412 del 93 per gli edifici civili), altrimenti il corpo si abitua ad uno standard estivo e ci si ammala quando si esce per l'eccessivo sbalzo termico.

Per risparmiare non occorre soffrire il freddo: ogni grado in più di temperatura in casa fa aumentare la bolletta di circa il 6%.

Gli impianti migliori sono progettati a zone; chi non ha un impianto progettato a zone può utilizzare le valvole termostatiche, o meglio ancora dei crono-termostati che programmano il caldo nelle ore desiderate.

I radiatori riscaldano l'ambiente scambiando calore con l'aria circostante; tecnicamente si dice che questo scambio avviene "per convezione". La differenza di temperatura tra l'aria vicina ai radiatori e quella del resto dell'ambiente genera dei flussi d'aria che tendono ad uniformare la temperatura nell'ambiente. Non vogliamo scendere in dettagli tecnici, ma semplicemente sconsigliare di coprire i radiatori con qualsiasi struttura o tessuto (comprese le tende) che renda più difficile questo scambio termico.

Se il radiatore è posto sulla parete perimetrale, ad esempio sotto una finestra, è molto utile invece inserire tra il muro ed il radiatore un pannello di materiale isolante. Si trovano in commercio pannelli destinati a questo scopo con una faccia riflettente, da rivolgere verso l'interno.

 



 
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