Indice
Ridurre gli sprechi
Illuminazione
Elettrodomestici
Consumare meno!
Condizionamento e Raffrescamento
Acqua calda sanitaria
Usi cucina
Tutte le pagine

Riscaldamento

scelta 1: Scegliere quale forma di energia

Riscaldare con dispositivi elettrici è una soluzione poco ecologica e costosa; vale solo in condizioni di emergenza o saltuarietà. Anche gasolio, petrolio, cherosene, GPL sono ormai superati dal gas naturale, dove arriva la rete di distribuzione. Ma oltre al metano ci sono alternative interessanti.

Il solare termico è una tecnologia matura, che porta sensibili risparmi e aiuta l'ambiente; vi sono pannelli (collettori) solari integrabili con l'impianto di riscaldamento, in particolare quelli a tubi sottovuoto, che funzionano anche quando la temperatura esterna è rigida.

Molto interessante per le piccole utenze è anche l'utilizzo della legna dove disponibile, o dei pellets. Questi combustibili vengono dall'albero e sono ecologici perchè bruciando emettono tanta CO2 nell'atmosfera quanta l'albero ne ha assorbita vivendo; tecnicamente si chiamano biomasse.

scelta 2: Scegliere quale caldaia

Una volta scelta la fonte di energia con cui riscaldare la propria abitazione, la caldaia da utilizzare va scelta in base al rendimento. Le caldaie a gas hanno una sorta di etichettatura energetica a stelle, che va da 1 stella (*) per le meno efficienti a 4 stelle (****) per le migliori.

Le caldaie più diffuse risalgono alla precedente generazione e rendono in calore circa l'80% dell'energia che bruciano, il resto se ne va per la canna fumaria.

Le migliori caldaie in commercio sono quelle a condensazione. Questa tecnologia sfrutta, oltre al calore generato dalla combustione, anche gran parte di quello contenuto nei fumi di scarico. Il risultato supera il 100% di rendimento, arrivando al 105 e a volte anche al 110%! Naturalmente non vuol dire che si ottiene più calore di quello che si brucia (magari!), significa che si supera abbondantemente il massimo teorico calcolato per le precedenti caldaie in cui i fumi non erano condensati.

Le moderne caldaie a biomassa raggiungono rendimenti dell'85%, e sono programmabili e automatiche come quelle a metano.I caminetti di vecchia generazione sono piacevoli e caratteristici, ma hanno rendimenti molto bassi, circa del 20%: a parità di calore prodotto, bruciano una quantità di legna 4 volte superiore a quella delle caldaie.

L'impianto di riscaldamento rende di più se riesce a scaldare la casa tenendo i caloriferi ad una temperatura non troppo alta. Tecnicamente si dice che gli impianti di riscaldamento sono tanto più efficienti quanto minore è la differenza tra la temperatura desiderata e la temperatura del fluido riscaldante.

L'impianto che meglio realizza questa condizione è quello a pannelli radianti, a pavimento o a parete (temperatura del fluido di circa 30 gradi). Tali impianti sono particolarmente adatti all'integrazione coi collettori solari e sfruttano bene l'efficienza delle caldaie a condensazione.

Per chi vive in condominio

Gli impianti centralizzati sono molto più efficienti delle caldaie autonome, che sono peraltro più pericolose.

Nei condomini l'autonomia si può realizzare con la contabilizzazione separata del calore, che responsabilizza gli utenti all'uso razionale dell'energia e permette a ciascuno di programmare la temperatura desiderata.

Anche la legge riconosce questa priorità: gli edifici nuovi e ristrutturati devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unita' immobiliare. Inoltre per decidere di cambiare il sistema di contabilizzazione è sufficiente il voto della maggioranza dei presenti all'assemblea condominiale in seconda convocazione e di quelli che possiedono la maggioranza dei millesimi.

Il risparmio sulla bolletta energetica rispetto all'impianto centralizzato è di circa il 20%.

scelta 3: Scegliere come usare ciò che consuma energia

Il costo di riscaldamento dipende da molti fattori, quali ad esempio la superficie della casa, l'isolamento delle pareti, la temperatura esterna e degli ambienti confinanti, l'insolazione, le caratteristiche termiche dei vetri.

In tutti i casi, però, è opportuno seguire queste regole d'oro:

  • tenere la temperatura della caldaia più bassa possibile; più i termosifoni sono estesi, minore è la temperatura necessaria al calorifero per scaldare l'abitazione

  • scaldare le diverse camere in modo diverso a seconda dell'uso

  • scaldare solo nelle ore in cui è necessario

  • scaldare la casa ad una temperatura salubre, cioè non superiore a 20°C (temperatura massima stabilita nel DPR 412 del 93 per gli edifici civili), altrimenti il corpo si abitua ad uno standard estivo e ci si ammala quando si esce per l'eccessivo sbalzo termico.

Per risparmiare non occorre soffrire il freddo: ogni grado in più di temperatura in casa fa aumentare la bolletta di circa il 6%.

Gli impianti migliori sono progettati a zone; chi non ha un impianto progettato a zone può utilizzare le valvole termostatiche, o meglio ancora dei crono-termostati che programmano il caldo nelle ore desiderate.

I radiatori riscaldano l'ambiente scambiando calore con l'aria circostante; tecnicamente si dice che questo scambio avviene "per convezione". La differenza di temperatura tra l'aria vicina ai radiatori e quella del resto dell'ambiente genera dei flussi d'aria che tendono ad uniformare la temperatura nell'ambiente. Non vogliamo scendere in dettagli tecnici, ma semplicemente sconsigliare di coprire i radiatori con qualsiasi struttura o tessuto (comprese le tende) che renda più difficile questo scambio termico.

Se il radiatore è posto sulla parete perimetrale, ad esempio sotto una finestra, è molto utile invece inserire tra il muro ed il radiatore un pannello di materiale isolante. Si trovano in commercio pannelli destinati a questo scopo con una faccia riflettente, da rivolgere verso l'interno.

 


Illuminazione

scelta 1: Scegliere quale forma di energia

L'illuminazione è un "uso elettrico obbligato": non c'è un'altra fonte che dia luce in maniera efficiente. O forse si: il sole. Una finestra collocata nel posto giusto dà più luce utile di un lampadario collocato nel posto sbagliato. Il sole si può anche "accendere e spegnere", e regolare con tende o veneziane. Oggi esistono addirittura frangisole fotovoltaici: "spengono" il sole dove dà fastidio e producono energia elettrica per accendere la luce dove e quando è buio.

scelta 2: Scegliere quale lampada

In genere la luce si accende per un motivo specifico, tecnicamente si dice "per svolgere un compito visivo". La luce necessaria per leggere è diversa da quella che serve per cucinare o per attraversare una stanza.

E' bene scegliere lampadine di potenza diversa (Watt), che emettono più o meno luce (lumen), in base alla necessità. Per quanto riguarda il tipo di lampadina, non esiste una scelta migliore in assoluto. Nei luoghi in cui si tiene accesa la luce per molte ore al giorno conviene utilizzare lampade fluorescenti compatte, le cosiddette CFL. Costano più delle vecchie lampade ad incandescenza, ma durano fino a 10 volte di più e consumano 5 volte di meno.

Significa che illuminare per un'ora la cucina con una CFL (20 Wattora) costa 5 volte meno che illuminarla con una lampadina ad incandescenza (100 Wattora). Ad esempio la CFL fa risparmiare 115 kilowattora all'anno se si accende la luce per 4 ore al giorno, e dura 8000-10000 ore. Nello stesso periodo (6 anni) si devono comprare 9-10 lampade ad incandescenza.

Le CFL si rovinano se soggette a frequenti accensioni/spegnimenti e non possono essere usate coi varialuce.

Dove si accende e spegne spesso la luce, come nei punti di passaggio, è meglio usare le lampade ad incandescenza.

Il modo in cui la luce emessa dalla lampadina è diffusa nello spazio dipende dal lampadario. Un lampadario che emette parte della luce verso l'alto spreca parte dei lumen emessi dalla lampadina. Il lampadario può invece riflettere verso il basso la parte di luce che la lampadina emette verso l'alto. L'efficacia di questa riflessione dipende dal materiale, dal colore e dalla forma del lampadario.

Le moderne plafoniere da ufficio hanno un rendimento che esprime la percentuale del raggio luminoso che viene riflesso verso il basso. I lampadari con più lampadine hanno una funzione solo estetica, non garantiscono più luce: una lampadina da 100 Watt fa più luce di 5 lampadine da 20 Watt.

scelta 3 : Scegliere come usare ciò che consuma energia

Una volta scelti lampadario e lampadina, non c'è molto altro da fare, se non ricordare di spegnere la luce quando non serve. Per evitare di dimenticare la luce accesa in giroscale e corridoi, possono essere utili temporizzatori o sensori di presenza, che oltretutto accendono la luce automaticamente quando si hanno le mani occupate.

In locali molto illuminati dal sole, danno un buon contributo anche sensori corpuscolari, che variano il flusso luminoso delle lampade in base alla necessità.

 


Elettrodomestici

scelta 1: Scegliere quale forma di energia

Gli elettrodomestici sono per definizione apparecchi elettrici.Fanno eccezione i forni da cottura, che suggeriamo siano a gas perchè molto più economici, efficienti ed ecologici.

Le lavatrici e le lavastoviglie possono consumare molta meno elettricità se si scalda a gas o col solare l'acqua che usano: all'estero sono diffusi modelli con doppio ingresso d'acqua, calda e fredda; cercando, si trovano anche in Italia. Il risultato è ottimo perche' si evita la fase di maggior consumo nei modelli tradizionali, il riscaldamento dell'acqua attraverso una resistenza elettrica.

scelta 2: Scegliere quale elettrodomestico

L'efficienza energetica di un elettrodomestico è evidenziata dalla sua etichetta energetica.

L'Etichetta Energetica

E' una scala di riferimento per i consumi elettrici degli elettrodomestici e delle lampadine.
E' divisa in 7 classi, dalla A (bassi consumi) alla G (alti consumi), i cui valori limite variano per ogni elettrodomestico.
Modelli diversi della stessa classe possono essere confrontati in base al consumo di energia stimato per un utilizzo in condizioni standard predefinite. Tale valore è riportato sull'etichetta nella sezione sotto la classe energetica. E’ espresso come consumo annuo (kWh/anno) o per ciclo di utilizzo (kWh/ciclo).
Il consumo reale può variare sensibilmente in base al modo in cui viene utilizzato l’apparecchio. Ad esempio il consumo di un frigorifero aumenta molto se lo si apre spesso. Nell’Unione Europea i venditori sono obbligati ad esporre l’etichetta accanto ad ogni elettrodomestico, indicando chiaramente in quale classe si colloca il modello in vendita (direttiva 92/75/CE).
L'introduzione di tale strumento, oltre a dare la visibilità immediata dell'efficienza energetica di un apparecchio al momento dell'acquisto, ha contribuito ad aumentare l'informazione sul consumo degli elettrodomestici e sulle sue conseguenze. In pochi anni gli elettrodomestici di classe E, F e G sono spariti dal mercato, fino ad essere vietati per legge.
Oggi si assiste addirittura alla proposta di frigoriferi di classe A+ e A++, ancora più efficienti di quelli di classe A.

 

La maggior parte del costo globale di un elettrodomestico non è data dal suo costo d'acquisto, ma dal costo del suo utilizzo.
La scelta di un nuovo elettrodomestico influisce sui propri consumi elettrici per molti anni, nei nostri calcoli ne indicheremo 10, ma è ovvio che possono essere di più, per cui i confronti saranno ancora più vantaggiosi.
Questa distribuzione dei costi e benefici nel tempo suggerisce il confronto con un BOT a 10 anni.

Esempio

Le famiglie A e C comprano due frigoriferi di pari livello e dimensione.
La famiglia A sceglie un frigorifero di classe A e spende 125 euro in più della famiglia C. Nei dieci anni successivi, la famiglia A risparmia circa 40 euro l'anno sulla bolletta elettrica (rientrando dei 125 euro in 3 anni).
La famiglia C impiega i 125 euro non spesi in un buono del tesoro decennale, con un tasso d'interesse composto del 3% (o magari in un bond Argentino o in un'azione Parmalat, ma questa è un'altra storia).
Come paragonare i due?
Sommando i risparmi ottenuti dalla famiglia A al termine dei 10 anni, si ottiene l'equivalente di quello che sarebbe rientrato nelle tasche della famiglia C se il tasso composto del suo bond fosse stato dell' 8,5 %.
Vi viene in mente un altro tasso del genere a rischio?

scelta 3: Scegliere come usare ciò che consuma energia

La classe energetica viene assegnata ad un elettrodomestico eseguendo dei test su un singolo programma.
Una lavatrice di classe A ad esempio è testata per un ciclo di lavaggio di cotone a 60?.
Avrà programmi che consumano meno e programmi che consumano più.
Il libretto delle istruzioni riporta i consumi di tutti i programmi.
In generale, comunque, il consumo aumenta con la temperatura dell'acqua e la durata del programma.
A differenza della luce, che va accesa quando serve, la lavatrice si può fare a qualunque ora (se si ha una macchina poco rumorosa).
Un consiglio che vale per tutti gli elettrodomestici è cercare di spostare il loro utilizzo nelle ore serali o notturne, in cui la richiesta di energia in Italia è minima, o nel week end.

 


L'orario in cui si consuma l'energia elettrica è molto importante.
Il prezzo dell'energia alla produzione è contrattato su un vero e proprio mercato elettrico. L'energia è un bene che va prodotto nello stesso istante in cui viene consumato, quindi il prezzo sale nei momenti di maggiore consumo (picco).
Nelle ore notturne all'ingrosso l'energia costa meno della metà che di giorno, perchÈ se ne usa molta meno.
Se oggi l'energia notturna costa come quella diurna, è per motivi speculativi e non tecnici.
La domanda di energia nell'arco delle 24 ore di una giornata lavorativa ha un andamento caratteristico, con un picco prima di mezzogiorno ed uno la sera intorno alle 18.

Consumare energia nei momenti di picco significa:

  • non poter usufruire di tariffe vantaggiose

  • contribuire al rischio black out

  • contribuire alla richiesta di nuove centrali

Si sente spesso dire che l'Italia ha bisogno di nuove centrali. In realtà molte delle centrali presenti in Italia rimangono spente per gran parte del tempo. Le nuove centrali servirebbero solo per poche ore al giorno, per coprire l'aumento della domanda di picco.
Le spese per le nuove centrali si riflettono in un aumento della tariffa elettrica. E' molto più economico, efficiente ed ecologico ridurre gli usi elettrici nei momenti di picco.

Riportiamo di seguito altri consigli utili.

Elettrodomestico

Consumo stimato
(kWh annui)

Consigli d'uso

Frigorifero combinato

550

Aprirlo meno possibile e più brevemente possibile.
Tenerlo distante dalla parete e lontano da fonti di calore.
Evitare di “incassarlo” in mobili con poca circolazione d’aria.
Non inserire cibi caldi.
Sbrinarlo spesso.
Programmare una temperatura intermedia: la posizione estrema del termostato è inutile per la conservazione dei cibi ed aumenta i consumi energetici del 10-15%.
Posizionare gli alimenti secondo le diverse esigenze di conservazione; in genere, la zona più fredda è in basso, sopra ai cassetti della verdura.

Lavastoviglie

530

Usarla a pieno carico: mezzo carico non significa dimezzare i consumi, né di acqua né di energia.
Usarla nelle ore notturne.

Congelatore

400

Non inserire cibi caldi.
Preferibilmente metterlo in garage, cantina… in locali freschi e non riscaldati.
Sbrinarlo spesso.

Condizionatore

203

Si può comprare e usare come un qualsiasi elettrodomestico, ma sarebbe molto più efficiente progettare un impianto di raffrescamento come si progetta quello di riscaldamento; altrimenti produce seri costi energetici e ecologici; è la maggiore causa dei famosi black-out estivi. Vedere la sezione Condizionamento.

Televisore

146

Spesso viene tenuto in stand by per poterlo accendere e spegnere col telecomando. Risultato: il televisore rimane acceso 24 ore su 24.
Per mantenere la comodità dello stand by suggeriamo di applicare alla televisione un timer che la spenga almeno nelle ore notturne.
Esistono modelli in cui si può programmare l’orario di spegnimento.

Computer

137

Spegnerlo quando non serve. Collegare tutte le sue periferiche ad una ciabatta con interruttore, in modo da spegnere tutto con un solo gesto.
Oggi esistono ciabatte collegate al pc con un cavo USB che si scollegano automaticamente dalla rete elettrica quando si spegne il pc.
Alcune stampanti necessitano di rimanere sempre in stand by, altrimenti si rovinano le testine. E’ un buon motivo per scegliere un altro modello.

Forno Microonde

122

Da preferire, dove si può, a quello elettrico perché si usa per meno tempo. La differenza è particolarmente evidente nel riscaldamento di cibi precotti.

Forno Elettrico

121

Spegnerlo qualche minuto prima della fine della cottura per sfruttare il calore residuo.
Evitare di aprire spesso lo sportello durante la cottura.

Lavatrice

110

Usarla a pieno carico.
Usarla nelle ore notturne.
Usarla a basse temperature: il programma a 90°C oggi è necessario raramente perché esistono detersivi che assicurano un bucato perfetto alle temperature più basse. I capi più difficili possono essere eventualmente prelavati lasciandoli a mollo nel detersivo e poi lavati a basse temperature.

Videoregistratore

61

Evitare di tenerlo sempre in stand by.
24 ore di funzionamento in stand by a 8 Watt di potenza consumano in 1 anno 70 kWh. Per produrli si immettono in atmosfera 40 kg di CO2 (circa 580 g per ogni kWh).

Termoventilatore

56

Può essere una soluzione per luoghi da riscaldare saltuariamente, dove non vale la pena realizzare un impianto di riscaldamento, o per casi di emergenza.

Aspirapolvere

53

In genere i modelli col motore sul manico danno ottimi risultati d’aspirazione con potenze molto basse rispetto a quelli a bidone.

I dati statistici riportati sono puramente indicativi e hanno significato relativo più che assoluto.
Per maggiori approfondimenti sui dati di consumo reali dei singoli elettrodomestici si può fare riferimento al progetto Micene del gruppo eErg del Politecnico di Milano. I dati li' riportati derivano da una campagna di monitoraggio realizzata dai ricercatori del gruppo in 110 appartamenti in Italia.


Condizionamento

scelta 1: Scegliere quale forma di energia

Il comune split rientra negli usi elettrici obbligati. Significa che può funzionare solo con l'elettricità. Non significa che non esistano altre fonti di energia che rispondono al bisogno di condizionamento o di raffrescamento. Tecnicamente per condizionamento si intende la regolazione di temperatura e umidità (con apporto di aria esterna), per raffrescamento la sola diminuzione della temperatura.
Molti di quelli che nel linguaggio comune vengono chiamati condizionatori in realtà permettono di regolare solo la temperatura; provocano anche una diminuzione dell'umidità, ma non consentono di predeterminarla.

La prima fonte di raffrescamento è il cosiddetto "raffrescamento passivo", che comprende tutte le tecniche che permettono di raffrescare un ambiente senza consumare energia: a partire dai trucchi dei nostri nonni, che riparavano le loro case dal caldo con grossi muri perimetrali, chiudendo le imposte di giorno e arieggiando la sera, fino ad arrivare a soluzioni architettoniche più complesse.
Fino a pochi anni fa nessuno aveva il condizionatore, oggi sta diventando un bisogno irrinunciabile.
I picchi della temperatura estiva stanno progressivamente aumentando, ma forse la diffusione in massa dei condizionatori split non è la risposta corretta: consumare più energia elettrica significa bruciare più combustibile, aumentando l'effetto serra, maggior responsabile dell'innalzamento della temperatura.
E nel frattempo sorgono grandiosi grattacieli di vetro: enormi serre che necessitano di potenti condizionatori.

D'estate chi può conserva gli alimenti al fresco della cantina.
Il fresco del sottosuolo si può sfruttare anche per raffrescare la propria abitazione: basta installare una pompa da calore reversibile. D'inverno darà anche un notevole contributo al riscaldamento.

Sembra un controsenso, ma esistono macchine, chiamate "ad assorbimento", in grado di produrre freddo dal caldo. E il caldo può essere prodotto con pannelli solari.

scelta 2: Scegliere quale condizionatore

Se si opta per il "condizionatore", la cosa migliore è far progettare un impianto di raffrescamento efficiente ed efficace da un tecnico: si potrà programmare il fresco dove e quando serve, proprio come il caldo d'inverno.
Molti preferiscono lo split, o peggio i condizionatori portatili, ancora meno efficienti.
In questo caso neanche l'efficienza energetica ci può venire molto in aiuto. Volendo comprare uno split è ovviamente meglio scegliere il più efficiente. Ma in un mercato ancora in via d'espansione produrre una macchina che consuma meno significa favorirne la maggiore diffusione. Quindi l'effetto globale è un aumento dei consumi.

scelta 3: Scegliere come usare ciò che consuma energia

La regola d'oro in questo caso è il buon senso.
Non vogliamo demonizzare l'uso del condizionatore, in molti casi è davvero una manna, ad esempio per gli anziani.
Non bisogna però pretendere di avere 20°C in casa d'estate: non è salutare, nè economico, nè ecologico; quando la temperatura esterna raggiunge i 30°C, già 25-26°C danno una sensazione di sollievo.


Acqua Calda

 

scelta 1: Scegliere quale forma di energia

 

Vale la pena guardare in dettaglio come si risponde al bisogno d'acqua calda.

 

 

 

Il grafico non significa che il 29% delle famiglie usa ancora il boiler elettrico per produrre acqua calda, ma che quelle poche che lo usano ancora incidono per il 29% sul consumo totale per la produzione di acqua calda nel settore domestico.
L'energia elettrica è ottenuta bruciando combustibile in una centrale elettrica, con una dispersione di circa il 60% dell'energia, dopodichè l'elettricità è portata da alta a bassa tensione fino in casa (perdita di circa 8-10%) ed infine è utilizzate per scaldare una resistenza che produce di nuovo calore. Queste trasformazioni comportano un bilancio energetico fallimentare che costa molto al portafoglio.
Una famiglia che scaldi l'acqua con un boiler elettrico consuma in media 2461 kWh all'anno: 5 volte il consumo annuo per il frigorifero, 20 volte il consumo annuo per la lavatrice. L'investimento necessario per sostituire un boiler elettrico con uno a gas si ripaga in meno di 3 anni con i risparmi energetici ottenuti. Da lÏ in poi inizia il risparmio economico. Chi ha in casa un boiler elettrico ha una grande opportunità d'investimento: la sua sostituzione con uno scaldabagno a gas.
Si possono ottenere risparmi considerevoli anche con l'aiuto del sole .

scelta 2: Scegliere quale caldaia

E' opportuno scegliere un'unica caldaia a gas per acqua calda sanitaria e riscaldamento domestico; il sistema consigliato nella scheda tecnica sul riscaldamento è quello della caldaia a condensazione.
L'integrazione col sistema solare rende ancora più vantaggiosa questa soluzione.

scelta 3: Scegliere come usare ciò che consuma energia

Risparmiare acqua sta diventando sempre più importante, ma risparmiare acqua calda significa anche risparmiare energia; anche qui la bolletta se ne accorge.
Vi sono molti casi in cui non si usa l'acqua per riempire un recipiente, ma per risciacquare qualcosa utilizzando il suo getto. In commercio si trovano per pochi euro rompigetto areati che, miscelando l'acqua con l'aria, riducono la quantità d'acqua prelevata del 50%, a parità di efficacia del getto. Esistono sia per il rubinetto che per la doccia.
Anche senza questi particolari rompigetto, fare la doccia richiede molta meno acqua calda rispetto a fare il bagno.

 


Usi Cucina

scelta 1: Scegliere quale forma di energia

Usare energia elettrica per produrre calore in un forno è una pessima idea dal punto di vista energetico.
Sicuramente molto meglio usare il forno a gas.
Tra l'altro, quando si accende il forno elettrico bisogna fare attenzione a quali altri elettrodomestici sono in funzione, o "salta" il contatore. Questo fenomeno si verifica spesso a chi ha già il nuovo contatore elettronico, molto più sensibile del precedente. La soluzione che viene proposta, aumentare la potenza del vostro contratto di forniture elettrica, non è indolore: la maggiore potenza installata si paga salata.

scelta 2: Scegliere quale forno

Spesso si accende il forno solo per scaldare un cibo pronto. Gran parte dell'energia utilizzata in questo caso serve a preriscaldare il forno. Da questo punto di vista sarebbe molto utile possedere un forno a microonde, o uno combinato che abbia anche questa possibilità. Il tempo di utilizzo si può ridurre anche di 20 volte.

scelta 3: Scegliere come usare ciò che consuma energia

Il forno elettrico può consumare sensibilmente meno se lo si preriscalda solo per il tempo necessario e lo si spegne un po' prima della fine della cottura, per sfruttare il calore residuo.
Sui fornelli si può usare uno strumento per il risparmio energetico che tutti hanno in casa: il coperchio; il tempo di ebollizione si riduce di almeno un terzo.
Un altro accessorio che riduce di molto i tempi di cottura è la pentola a pressione, che in più preserva gran parte delle caratteristiche nutrizionali e delle vitamine del cibo, esaltandone anche i sapori.

 

 
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